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Mazara del Vallo

Album foto sub by Divepro Diving center Mazara del Vallo - Relitto Pavlos V

Il suo naufragio risale al 1978, esattamente all’alba dell’undici gennaio. Tutto cominciò con un importante incendio nella sala macchine mentre si trovava ancora a largo delle isole Egadi, lanciato l’SOS, ebbe subito assistenza dalla porta container norvegese “Admiral Nigeria”, che prese a bordo 32 membri dell’equipaggio, compresa la moglie del comandante e dalla motonave “Eleonora F”. Da Trapani, fu raggiunta da due motovedette e dai rimorchiatori “Ciclope”, che tentarono di trainarla verso il porto di Trapani ma giunti davanti la costa di Trapanese, avvenne il disastro, un’esplosione che costò la vita a due componenti dell’equipaggio e fermò per sempre il cammino di questo gigante proveniente dalla Germania, che batteva bandiera greca. Una nave imponente di 180 metri, fermatasi sul fondo in assetto di navigazione e con la prua in direzione della costa trapanese. La chiglia poggia su un fondale di -33 metri mentre il castello di prua si erge sino a -14mt, lascio immaginare l’incantevole sensazione che provo quando mi inginocchio davanti la ruota di prora, ci fa rendere conto di quanto siamo piccoli. Sul castello sono ben visibili gli argani, le grandi bitte e un boccaporto che ci porta giù di tre livelli, ovviamente uno è il vano catena mentre gli altri ospitano latte di vernici. Sul ponte ci sono le lunghe passerelle delle tubature, i grandi lucendai che ospitano le scale per scendere nelle stive e i pannelli con i manometri. Purtroppo negli ultimi anni sono avvenuti diversi crolli nella parte centrale dove ci potevamo permettere lunghe penetrazioni, naturalmente oggi non le consentiamo più se non a subacquei con una certa esperienza e preparazione tecnica. Lungo le murate esterne, alte circa 15 mt. esiste qualsiasi forma di vita, le gorgonie rosse, le ostriche, spugne, flabelline, spirografi ecc.Raggiungendo la zona di poppa ci rendiamo conto del vero danno che ha subito la nave, lo squarcio provocato dall’esplosione che l’ha troncata letteralmente in due, lasciando la poppa intera a circa 30 metri di distanza e leggermente inclinata sul fianco.Questa nave, per le sue dimensioni, è facile paragonarla ad un banco, le castagnole sono a miliardi, e nel periodo delle ricciole e tonnetti, te li vedi passare sulla testa a flotte.Trovano spazio anche i saraghi, gli scorfani e le cerniotte, questi però sono costantemente bersagliati dal nostro popolo infinito di bravi apneisti.Chi ama fotografare o filmare i relitti troverà sulla Pavlos uno scenario importante, tra l’altro ad una profondità relativamente agevole.

 
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